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How do we work

How do we work.

The reasons pushing children on the street are many and their familiar backgrounds are all different one from the other, for this reason the rehabilitation process is studied case by case to offer to each child and family the most appropriate help.
Among the street kids in Maralal, most of them are still in contacts with the parents and go back home at night, instead some of them live permanently on the street and sometimes do not have any contacts with the family.
To help those kids who are still in contacts with the family we want to involve the parents (and especially the mothers) supporting them in the creation of small “vegetable gardens in sacks” (in Kiswahili “gunia ya mboga”) within which is possible to cultivate vegetables for family consumption and for selling. This agricultural technique, suggested by a member of AVI Onlus Montebelluna (Ottorino Saccon) and already implemented in different African realities (see www.cucinareconilsole.com ), has been chosen because it allows many people to cultivate in a small space (so there is no need to buy a big land) and using a little quantity of water, which is often lacking in Maralal.
The children belonging to this first category are invited to take part to counselling sessions and non-formal education, but they remain to live with their parents at home. Also the parents are followed under the psychological perspective and they are helped to better play their parental role through weekly meetings held by trained personnel.
Concerning those children and young boys living in the street “full time” and without any contacts with the family, we invite them to start a rehabilitation process.
Those who agree to undergoing this process are hosted in the rehabilitation centre for some months. The rehabilitation process is comprehensive of counselling sessions, sport, recreational activities and non-formal education to instil in them the willing to go back to study.
Meanwhile, we try to understand more about the familiar background of each one of the kids to be able to reintegrate them with a member of the family or, if is not possible, with foster parents.
Finally, we also try to involve the Italian youth with activities and workshops in the schools, in order to promote sociality in our community and to share some knowledge about this distant reality, in a way that see “development” not plugged into a unidirectional view but opened to a real exchange between North and South, in which both parts have something to give and to take, something to teach and to learn.
These workshops are held by our volunteers in Italy and they want to address students from different age. Through pictures, videos, reports and witnesses, these activities want to bring the students to really understand what does it mean to be born and raised in a so called “developing country” (with a particular focus on Kenya) and which are the challenges to be faced in everyday life in such a context.
Follow the blog you find in this website to remain update on the progress of the project and support us while we are building all this, step by step!

Come lavoriamo.

Le ragioni che spingono i ragazzi in strada sono molte e i background familiari i più svariati, per questo il processo di riabilitazione viene studiato di caso in caso per offrire ad ogni ragazzo e ad ogni famiglia l’aiuto più adatto.
Tra i ragazzi di strada di Maralal la maggior parte sono in contatto con i genitori e spesso la sera tornano a casa a dormire, una parte invece vive costantemente in strada e non ha nessun contatto con i genitori.
Per aiutare i ragazzi che hanno ancora una famiglia coinvolgiamo soprattutto i genitori (in particolar modo le madri) supportandoli nella creazione di piccoli “orti in sacco” nei quali possono coltivare ortaggi destinati in parte all’autoconsumo ed in parte alla vendita. La tecnica dell’orto in sacco, messa a punto da un socio dell’ AVI Onlus Montebelluna (associazione promotrice di Kikora) ed in via di sperimentazione in varie realtà africane (www.cucinareconilsole.com), è stata scelta in quanto permette ad un grande numero di persone di coltivare in poco spazio (senza quindi dover acquistare un appezzamento di terreno) e utilizzando poca acqua, risorsa che spesso scarseggia in queste zone semiaride. I ragazzi appartenenti a questa prima categoria sono invitati a prendere parte ad alcune attività di counseling ed educazione non formale, ma continuano a vivere con i genitori. Anche quest’ultimi vengono supportati sotto l’aspetto psicologico e sono guidati a diventare genitori più responsabili tramite vari incontri tenuti settimanalmente da personale qualificato.
Per quanto riguarda invece i ragazzi che vivono in strada a “tempo pieno” e non hanno contatti con la famiglia, essi vengono invitati a intraprendere un processo di riabilitazione.
I ragazzi che decidono di intraprendere questo percorso soggiornano per alcuni mesi nel centro. Il processo di riabilitazione prevede sedute di counseling individuale e di gruppo, attività ricreative e sportive e sessioni di educazione non-formale mirata a far sorgere nei ragazzi la volontà di tornare a studiare (che spesso viene abbandonata dopo un periodo di vita in strada).
Contemporaneamente si cerca di far luce sulla loro situazione familiare per poterli reintegrare con i genitori o, nel caso non fosse possibile, con dei parenti o genitori adottivi.
Cerchiamo inoltre di coinvolgere i ragazzi Italiani con attività e laboratori nelle scuole, per promuovere la socialità nella nostra comunità e condividere una conoscenza di una realtà lontana, in modo che l’intervento di sviluppo non rimanga ancorato ad una visione di aiuto unidirezionale ma che si apra ad essere concepito come un momento di scambio tra Nord e Sud del mondo, in cui entrambe le parti hanno qualcosa da dare a da ricevere, da insegnare e da imparare. I laboratori, organizzati dai nostri volontari in Italia, si rivolgono a studenti di diversi gruppi d’età e puntano, tramite foto, video, racconti e testimonianze, a far capire ai ragazzi cosa significhi nascere e crescere in un “Paese in via di sviluppo” (con riferimento specifico al Kenya) e quali siano le sfide che la vita quotidiana ti mette di fronte in tali circostanze.
Puoi seguire i progressi del progetto Kikora tramite il blog che trovi su questo sito!


HELP US FOR A GOOD CAUSE. WE TAKE CARE OF THE CHILDREN IN KENYA

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